comunicato stampa

febbraio 27, 2011

Comunicato dell’associazione insegnanti Diesse

 

L’attacco del Presidente Berlusconi contro gli insegnanti della scuola pubblica ci sembra ingiusto e improduttivo. Ingiusto perché generico e quindi lesivo della posizione di tanti docenti che, spesso a prezzo di molti sacrifici personali e negli spazi talvolta esigui offerti dalla normativa, esprimono una soggettività capace di incontrare i giovani, di introdurli nella realtà, di orientarli al lavoro. Se si vuole che la scuola pubblica torni ad essere un ambito di istruzione e formazione semmai è decisivo sostenere gli insegnanti attraverso l’attuazione del percorso di formazione iniziale e la promozione di una carriera del docente degna di questo nome. Se poi si vuole favorire la scuola non statale (che non è solo “privata” ma anch’essa pubblica) si tratta semplicemente di realizzare una piena parità scolastica: un vero sistema integrato permetterebbe di rispondere pienamente alla domanda educativa che proviene dalle famiglie e dalle giovani generazioni.

Fabrizio Foschi

Presidente Diesse (Didattica e Innovazione Scolastica)

Milano, 27.02.2011

 


Un intervento che fa molto riflettere

febbraio 26, 2011

SCUOLA/ Perché genitori e prof hanno paura che un giovane dica “io”?

di Carlo Wolfsgruber

Realtà e bellezza

febbraio 10, 2011

Intervista a Costantino Esposito


Presentazione libro

novembre 10, 2010

Scuola sec. di I grado “Pacinotti”

via De Cristoforis, 2 – Padova

Lunedì 15 novembre 2010 ore 15.00-17.00

Daniela NOTARBARTOLO ricercatrice IRRE Lombardia

 Daniela GRAFFIGNA insegnante di lettere

autrici del volume GRAMMATICANUOVA Per ragionare, parlare e scrivere in italiano

 PRESENTERANNO IL PERCORSO

 COSTRUIRE UNA DIDATTICA DELLA COMPOSIZIONE UTILIZZANDO I CONTENUTI DELL’ORA DI GRAMMATICA

Un approccio alla lingua italiana che produce le competenze necessarie per la comprensione del testo e per la produzione consapevole nell’ipotesi di un curriculum verticale.

Info 339-8020797.


COMUNICATO STAMPA

settembre 13, 2010

Se si chiedesse a cento persone quali altri termini ispira la parola “educazione”, probabilmente si parlerebbe di insegnamento, istruzione, formazione, scuola… chissà quanti parlerebbero di “realtà” e “bellezza”. Probabilmente pochissimi. Eppure proprio questo è lo spunto da cui prende le mosse l’incontro

REALTA’ E BELLEZZA: LA SFIDA EDUCATIVA 

mercoledì 22 settembre 2010 ore 20.45

 teatro della Facoltà Teologica, Padova

via del Seminario, 29; ingresso da via del Seminario, 7

 L’educazione infatti, come ricordava spesso don Luigi Giussani, è proprio “l’introduzione alla realtà totale”, un’introduzione che non avviene in forza di principi astratti, ma andando a fondo dell’attrattiva e della bellezza della realtà. Relatore dell’incontro di mercoledì 22 sarà Costantino Esposito, costantino-esposito[1]ordinario di storia della filosofia all’Università di Bari. Con lui siederà sul tavolo dei relatori monsignor Franco Costa, vicario episcopale per la Catechesi e la Scuola della diocesi di Padova, mentre moderatore sarà Antonio Lionello, insegnante di storia e filosofia e presidente della sezione padovana dell’associazione Diesse, centro per la formazione e l’aggiornamento sulla didattica e l’innovazione scolastica. L’incontro è organizzato da un gruppo di studenti universitari coordinato da Elena Romeo, con il contributo dell’Università di Padova e in collaborazione con l’Associazione Diesse (Didattica e Innovazione scolastica), la Facoltà Teologica del Triveneto e due grandi realtà scolastiche del territorio padovano quali il Collegio vescovile Barbarigo e l’Istituto Romano Bruni.

Ma perché tornare a riflettere sul tema dell’educazione? «L’ipotesi da cui partire non è un’analisi sulla situazione sociale», spiega il professor Lionello, «anche se oggi lo svuotamento di valori e il nichilismo sono drammaticamente presenti non solo tra i giovani. Il punto di partenza vuole essere la proposta di un fascino che emerge dalla realtà e dalla percezione della bellezza». La funzione essenziale della vera bellezza, infatti, secondo il docente «consiste nel comunicare all’uomo una salutare ‘scossa’, che lo strappi dalla rassegnazione, dall’accomodamento del quotidiano. La bellezza è come un dardo che ferisce, ma proprio in questo modo risveglia l’uomo aprendogli nuovamente gli occhi del cuore e della mente, mettendogli le ali, sospingendolo verso l’alto».

Per questo motivo, come introduzione alla serata, vi sarà anche l’ascolto di un brano di musica classica proposto dal chitarrista Luciano Chillemi, discepolo di Oscar Ghiglia e Alirio Diaz e docente di ruolo al Conservatorio “F.Venezze” di Rovigo.

Costantino Esposito, nato a Bari nel 1955, è professore ordinario di Storia della filosofia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. I suoi principali interessi di ricerca riguardano il pensiero di Martin Heidegger; la filosofia di Immanuel Kant e l’opera metafisica di Francisco Suárez, vista come passaggio dall’eredità scolastica del Medioevo all’ontologia dei “moderni”. Tra le sue pubblicazioni: Il fenomeno dell’essere. Fenomenologia e ontologia in Heidegger, 1984; Heidegger. Storia e fenomenologia del possibile, 1992; Filosofia moderna (assieme a S. Poggi), 2006. Dal 2000 dirige (con P. Porro) la rivista internazionale Quaestio. Annuario di storia della metafisica. Coordina con altri autori presso le Edizioni di Pagina (Bari) una collana di Letture di Filosofia. Nel 2006 è stato tra i principali relatori del quarto Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona.

Due parole infine su Diesse, associazione professionale di insegnanti che svolge attività di formazione dei docenti di tutti gli ordini e i gradi sul territorio nazionale dal 1987. La sua presenza forma una rete di 40 sedi locali, provinciali e regionali.  È accreditato dal M.I.U.R – Ministero Pubblica Istruzione e Università – con D.M. 90/2003 come Soggetto qualificato alla formazione. Nell’anno scolastico 2008- 2009 la rete Diesse ha prodotto 140 eventi di formazione coinvolgendo 10.000 utenti.

  

mercoledì 22 settembre 2010 ore 20.45

teatro della Facoltà Teologica, Padova

via del Seminario, 29; ingresso da via del Seminario, 7

L’educazione infatti, come ricordava spesso don Luigi Giussani, è proprio “l’introduzione alla realtà totale”, un’introduzione che non avviene in forza di principi astratti, ma andando a fondo dell’attrattiva e della bellezza della realtà.

Relatore dell’incontro di mercoledì 22 sarà Costantino Esposito, ordinario di storia della filosofia all’Università di Bari. Con lui siederà sul tavolo dei relatori monsignor Franco Costa, vicario episcopale per la Catechesi e la Scuola della diocesi di Padova, mentre moderatore sarà Antonio Lionello, insegnante di storia e filosofia e presidente della sezione padovana dell’associazione Diesse, centro per la formazione e l’aggiornamento sulla didattica e l’innovazione scolastica.

L’incontro è organizzato da un gruppo di studenti universitari coordinato da Elena Romeo, con il contributo dell’Università di Padova e in collaborazione con l’Associazione Diesse (Didattica e Innovazione scolastica), la Facoltà Teologica del Triveneto e due grandi realtà scolastiche del territorio padovano quali il Collegio vescovile Barbarigo e l’Istituto Romano Bruni.

Ma perché tornare a riflettere sul tema dell’educazione? «L’ipotesi da cui partire non è un’analisi sulla situazione sociale», spiega il professor Lionello, «anche se oggi lo svuotamento di valori e il nichilismo sono drammaticamente presenti non solo tra i giovani. Il punto di partenza vuole essere la proposta di un fascino che emerge dalla realtà e dalla percezione della bellezza». La funzione essenziale della vera bellezza, infatti, secondo il docente «consiste nel comunicare all’uomo una salutare ‘scossa’, che lo strappi dalla rassegnazione, dall’accomodamento del quotidiano. La bellezza è come un dardo che ferisce, ma proprio in questo modo risveglia l’uomo aprendogli nuovamente gli occhi del cuore e della mente, mettendogli le ali, sospingendolo verso l’alto».

Per questo motivo, come introduzione alla serata, vi sarà anche l’ascolto di un brano di musica classica proposto dal chitarrista Luciano Chillemi, discepolo di Oscar Ghiglia e Alirio Diaz e docente di ruolo al Conservatorio “F.Venezze” di Rovigo.

Costantino Esposito, nato a Bari nel 1955, è professore ordinario di Storia della filosofia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. I suoi principali interessi di ricerca riguardano il pensiero di Martin Heidegger; la filosofia di Immanuel Kant e l’opera metafisica di Francisco Suárez, vista come passaggio dall’eredità scolastica del Medioevo all’ontologia dei “moderni”. Tra le sue pubblicazioni: Il fenomeno dell’essere. Fenomenologia e ontologia in Heidegger, 1984; Heidegger. Storia e fenomenologia del possibile, 1992; Filosofia moderna (assieme a S. Poggi), 2006. Dal 2000 dirige (con P. Porro) la rivista internazionale Quaestio. Annuario di storia della metafisica. Coordina con altri autori presso le Edizioni di Pagina (Bari) una collana di Letture di Filosofia. Nel 2006 è stato tra i principali relatori del quarto Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona.

Due parole infine su Diesse, associazione professionale di insegnanti che svolge attività di formazione dei docenti di tutti gli ordini e i gradi sul territorio nazionale dal 1987. La sua presenza forma una rete di 40 sedi locali, provinciali e regionali.  È accreditato dal M.I.U.R – Ministero Pubblica Istruzione e Università – con D.M. 90/2003 come Soggetto qualificato alla formazione. Nell’anno scolastico 2008- 2009 la rete Diesse ha prodotto 140 eventi di formazione coinvolgendo 10.000 utenti.


Bellezza e realtà: la sfida educativa.

settembre 1, 2010


Atti del Convegno del 13-11-2009

luglio 17, 2010

Scarica il file


CONCORSO ORDINARIO PER LA DIRIGENZA SCOLASTICA STATALE

febbraio 23, 2010

Le Associazioni professionali Di.S.A.L. (dirigenti) e DiESSE (docenti), in collaborazione con il sindacato S.N.A.L.S. delle provincie di PADOVA, VENEZIA e ROVIGO, organizzano un corso di preparazione alla prova preselettiva di ammissione al prossimo concorso ordinario per la dirigenza scolastica statale. Il corso prenderà inizio il 6 marzo 2010 ed avrà la seguente struttura: 

- 24 ore in presenza con relatori qualificati che permetteranno ai corsisti di acquisire gli elementi fondamentali per affrontare la prova di preselezione del concorso per dirigenti delle scuole e utilizzare le indicazioni utili per le successive prove concorsuali;

- accesso riservato a piattaforma internet per la consultazione di materiale didattico, FAD, forum permanente di consulenza;

- assistenza organizzativa e materiali di studio per tutto il periodo del concorso;

 -avvio del corso con minimo 20 iscrizioni;

Costo complessivo 450 €  (400 € per i soci enti promotori).

Primo incontro aperto a tutti i docenti interessati senza onere né obbligo di iscrizione, sulle seguenti tematiche: Il regolamento del concorso ordinario: D.P.R. n. 140 del 10 luglio 2008;

I compiti, il tirocinio, la figura del dirigente scolastico,presso la sede del corso, nella scuola ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE “Guglielmo Marconi” a PADOVA in via A. Manzoni 80 (nei pressi della Chiesa di S.Giustina – Prà della Valle) il giorno 6 marzo 2010 con inizio alle ore 16.00


Presentazione del libro

gennaio 13, 2010

La scuola è finita…forse. Per insegnanti sulle tracce di sé di Giovanni Cominelli (Ed. Guerini e Associati, 2009)

Venerdì 22 gennaio 2010 ore 17.30

c/o Società Letteraria Verona, Piazzetta Scalette Rubiani, 1

Saranno presenti, oltre all’autore,

- Carmela Palumbo Direttore Scolastico Regionale per il Veneto

- Stefano Marzotto Consigliere Provinciale UDC

- Roberto Fasoli Consigliere Comunale PD

 -Lucia Failla Presidente Diesse Veneto

Introduce Dino Poli Dirigente Scolastico


Intervista a Giovanni Cominelli

novembre 21, 2009

Abbiamo intervistato Giovanni Cominelli, responsabile del Dipartimento sistemi educativi della Fondazione per la sussidiarietà, a margine del Convegno/ seminario di studi di Diesse Veneto svoltosi recentemente a Padova e in occasione di una sua recente pubblicazione. Nel suo libro La scuola è finita… forse. Per insegnanti sulle tracce di sé (ed. Guerini e associati, 156 pagine, 16 euro), Cominelli indaga e racconta le cause remote e presenti del sistema educativo italiano. Il volume parte da una constatazione incontrovertibile: l’emergenza educativa, documentata dalla disaffezione che caratterizza un numero elevato di studenti, dalla caduta della qualità della scuola, dall’alta dispersione scolastica, dai fallimenti formativi. Il “forse” del titolo riapre la categoria della possibilità in termini positivi, anche se ancora indistinti. Il sottotitolo “Per insegnanti sulle tracce di sé” avvalora questa lettura.

1. La sfida riparte dalla persona, verrebbe da dire. Allora perché questa insistenza sulla comunità tecnico-professionale che spesso suona come un’utopia?

Parte sì dalla persona. Ma qui la persona è il ragazzo, che è l’interlocutore contemporaneo di una pluralità di persone-insegnanti. Pertanto essi camminano fianco a fianco nell’impresa comune di fornire al ragazzo tutti gli strumenti necessari per costruire la sua libertà. La relazione educativa, vista dal lato dei ragazzi, è un IO che incontra molti TU. Se questi TU non convergono consapevolmente verso l’IO SINGOLO, la relazione educativa si frammenta e si indebolisce. La “comunità tecnico-professionale” è una necessità, che si fonda sulla natura della relazione educativa nella scuola. Ne consegue che il buon insegnante educatore non solo si occupa di ciascuno dei ragazzi che ha di fronte, ma anche e necessariamente dei suoi colleghi, ovviamente a titolo diverso: come educatore per i ragazzi, come co-educatore per i colleghi.

2. Dal 1971 al 2009 i progetti di legge abortiti sono 33, uno più uno meno. Ora, però, la riforma dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola secondaria sembra giunto a maturazione.

Non mi pare. Quel che finora si vede è la riduzione degli indirizzi, dei Licei – da otto a sei – del numero di ore-cattedra degli insegnanti. Quasi uguali le ore dei ragazzi. Si tagliano in 4-5 anni circa 12.000 cattedre. L’assetto generale della scuola secondaria di secondo grado è quello tradizionale, che la Moratti aveva cercato di modificare, che Fioroni ha invece riconfermato e che la Gelmini accetta: i Licei, gli Istituti tecnici, gli Istituti professionali di Stato e la Formazione professionale alle Regioni. Mancano all’appello della Riforma l’individuazione del core curriculum e la diminuzione di un anno del tempo-scuola. Prevedo che non andremo molto lontano.

3. E’ nella costruzione del sistema educativo che si verificano e si realizzano le opzioni ontologiche, gnoseologiche, antropologiche. Il sistema educativo è appunto l’architettura istituzionale coerente e complessa delle discipline, degli ordinamenti, degli istituti e dell’organizzazione che realizzano l’educazione. Qual è il ruolo dell’insegnante? E quello della comunità tecnico-professionale? Quale ruolo può svolgere un’associazione professionale come Diesse?

L’insegnante è un adulto cui la famiglia ha affidato il compito di educare il figlio attraverso il sapere. All’insegnante si chiede il possesso di cinque requisiti: conoscere la disciplina che insegna; sapere insegnarla; avere capacità di relazione; costruire la coscienza di sé e del proprio mestiere;  vivere e praticare consapevolmente la comunità educante. La comunità tecnico-professionale sono gli insegnanti che si mettono insieme per rispondere alla domanda di “educazione attraverso il sapere” delle famiglie e dei ragazzi.

4. Nel Suo libro denuncia la difficile condizione degli insegnanti, sempre più ridotta a quella di un proletariato intellettuale mal preparato, poco pagato, non valutato, senza carriera, senza valore sociale. Eppure tutti si riempiono la bocca di emergenza educativa. Che riguardi la condizione degli adulti è diventata quasi cosa ovvia. Come se ne esce?

 Se ne esce come hanno già fatto altri Paesi. Occorre una formazione rigorosa degli aspiranti all’insegnamento, nella quale le Università forniscano il sapere e le scuole verifichino, durante il praticantato, il possesso dei cinque requisiti sopra detti. La laurea magistrale deve arrivare alla confluenza di due giudizi distinti e equipollenti: quello delle Università e quelle delle scuole, dove l’aspirante ha svolto il praticantato. Il reclutamento deve essere fatto dalle scuole direttamente. Esse devono procedere ad una valutazione periodica. Occorre dar luogo ad una carriera professionale dei docenti, basata sul riconoscimento del merito e su aumenti di retribuzione.


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